Rottamateci tutti
Dall’alto della rottamazione forzosa in anni ormai lontani e della sua trasformazione in pacata disamina dei costi e dei benefici della medesima, mi permetto di maramaldeggiare e dire che la rottamazione, la più brutale possibile, non è solo fisiologica, indispensabile: è anche bella. Da tempo non mi divertivo così a vedere facce dove scorrono fiumi di pensieri inespressi e di rimpianti inconfessabili. Ferrara Sul carro degli sconfitti
15 AGO 20

Dall’alto della rottamazione forzosa in anni ormai lontani e della sua trasformazione in pacata disamina dei costi e dei benefici della medesima, mi permetto di maramaldeggiare e dire che la rottamazione, la più brutale possibile, non è solo fisiologica, indispensabile: è anche bella. Da tempo non mi divertivo così a vedere facce dove scorrono fiumi di pensieri inespressi e di rimpianti inconfessabili. Da tempo non mi saliva dal profondo il grido belluino di ogni curva, da stadio: “E vai”. Dopo il vispo, mi piacciono anche questi vispini: dodici poco più che trentenni che dovranno rivoltare il partito come un calzino anzi come un collant visto che le donne sono in maggioranza. “I love it” ho dovuto sciropparmelo a manetta tutta l’estate, prima dunque che fosse scelto come inno ufficiale trascinante e ruffiano del renzismo. Allora gentili “90’s bitch”, si parla di voi perché degli uomini non frega niente a nessuno, lo capì Berlusconi, l’ha capito Renzi, dunque gentili “stronze degli anni 90”, cioè Boschi e Braga e Madia e Mogherini e Morani e Picierno e Serracchiani, in rigoroso ordine alfabetico, non deludete i ruderi dei decenni riuniti, dateci dentro. Continuate il capolavoro iniziato con una riunione di segreteria alle sette del mattino. Un’ora da prima Repubblica. Per dire, Andreotti sarebbe arrivato puntuale, dopo aver letto tutti i giornali, fresco di barbiere, di messa e chiacchierata con il suo confessore. Berlinguer sarebbe arrivato in ritardo, i capelli in battaglia, assonnato, la pressione al minimo, incapace di elaborare un pensiero senza la sua turmac e un fondo di bicchiere di whisky. Anche il bioritmo, gli stili di vita fanno la differenza tra chi è destinato a perdere e chi a vincere. Tra chi sprofonda lentamente nella malinconia, nella depressione sempre in agguato. E chi invece corre, magari per non pensare, ma corre. Tra la sinistra insomma e Renzi che di sensi di colpa non ne ha proprio, sfrontato nella sveltezza del quasi quarantenne che ha il passo del maratoneta e sa che dopo la stanchezza c’è il premio dell’euforia. Pare che a ognuno dei dodici il nuovo segretario abbia chiesto se voleva andare a dargli una mano, ognuno racconta di avere avuto un attimo d’esitazione, di smarrimento: sembra materiale d’archivio per una Camelot ai pici in cui Renzi partirebbe pure meglio di JFK, quanto meno ha un babbo “babbo” e non in odore di mafia.
Per una volta che il Pd ha un leader e non un caminetto, qualche saldo principio e non un fumoso punto medio, l’unica cosa da fare è darci dentro, senza riguardi nemmeno per inquilini prestigiosi di luoghi alti: quando si comincia una battaglia non ci si può fermare a metà. Quelli della mia generazione che si credono superiori perché meditabondi e di buone letture non accettano l’idea che uno possa vincere e conquisti il diritto di decidere e di scegliere, dicono di aver paura dell’uomo solo al comando e di una democrazia autoritaria. E’ un pensiero che ammorba l’aria. E’ invece la prima volta che il principio della responsabilità individuale entra in questa stanca, sfibrata democrazia consociativa. Infatti c’è già chi dice che non è cosa. Chiara Geloni, fluorescente ex diva del bersanismo, accusa di trasformismo Marianna Madia, in quanto veltroniana, dalemiana, poi giovane turca e ora segretaria responsabile del lavoro. Vuol dire che vedremo di più il suo volto rinascimentale, la sua pancia deliziosamente arrotondata dalla maternità. E molto di meno, anzi non vedremo proprio più, Cesare Damiano, la brava persona che non ha mai saputo dire di no alla Cgil. Qu’est-ce belle la rupture.
Ferrara Sul carro degli sconfitti